Ballando con papà gli prometto di restare vergine: i purity balls

Prometto di rimanere vergine fino al matrimonio”. “Prometto di proteggere la tua purezza”. Sono queste le parole che sanciscono l’impegno solenne tra padre e figlia, pronunciate al culmine della cerimonia dei purity balls. Verginità in cambio di protezione, in una relazione esclusiva tra le bambine ancora pure e il loro genitore di sesso maschile che le proteggerà dalle insidie degli altri uomini fino all’arrivo di quello “giusto”.

slide_353423_3842737_free.jpg

I purity balls (balli della purezza) sono diffusi in 48 stati americani. Fondati su precetti cristiani, il primo risale al 1998, quando Randy Wilson organizzò il ballo a Colorado Springs, coinvolgendo le 5 figlie e altre coppie. La cerimonia prevede un evento formale in cui padri e figlie si vestono eleganti (le bambine solitamente indossano vestiti simili a quelli da sposa), cenano, ballano e poi si scambiano le promesse solenni insieme a collane o anelli, simbolo del legame. Le madri non hanno invece alcun ruolo.

L’età delle figlie può variare, anche se generalmente si aggira intorno alla prima adolescenza (12 anni) mentre la promessa è sempre quella di rimanere vergini, baci inclusi, fino alla data del matrimonio. “Il mio fidanzato è papà…e Gesù”, dice una bambina di 12 anni durante un’intervista della ABC. “Non c’è nulla di sessuale in tutto questo”, assicura il papà pastore.

E se il sesso non c’entra in questo rapporto all’apparenza incestuoso, è evidente invece l’arretramento culturale della donna, divenuta oggetto nelle mani di un uomo (il padre) che la consegnerà ad un altro (il marito). La garanzia della verginità la renderà più pura e sacra agli occhi del pretendente e sarà tutto merito del papà controllore. Nessuna libertà di scegliere né sbagliare per le piccole donne, difese dal male del mondo da una morbosa e scorretta protezione ad oltranza.

Le bambine o giovani adulte coinvolte nel rituale del purity ball non vengono costrette. Anzi, spesso sono proprio loro a chiederlo. Ma la sostanza non cambia. Se per la quasi totalità delle bambine è normale che a 12 anni il papà sia l’unico uomo al mondo, il loro percorso di crescita dovrebbe essere accompagnato e guidato da genitori consapevoli, non imbrigliato e demonizzato da rituali e promesse di purezza e verginità.

slide_347893_3694870_free.jpg

Inoltre, il voto di castità non sempre viene rispettato. In molti casi le ragazze, dopo qualche anno, rinunciano all’astinenza praticata in nome dell’amore per papà e sperimentano l’amore per il sesso. Spesso lo fanno con poca consapevolezza e pochissima conoscenza della materia. Ignare dei temi riguardanti la sessualità, tabù in una famiglia che le crede pure fino a data da definirsi, non conoscono i rischi del sesso non protetto e incappano in gravidanze, malattie o infezioni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...