Il (non) progresso femminile in 10 anni di app

Dieci anni fa veniva presentato il primo iPhone. Destinato a cambiare radicalmente la vita di chiunque, lo smartphone californiano ha conquistato più di un miliardo di persone in tutto il mondo, offrendo servizi e prodotti sempre più all’avanguardia. Uomini, donne e bambini hanno comprato, maneggiato e regalato il gadget con la mela morsicata, simbolo del progresso di usi e costumi. O no?

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Partiamo da un dato. Secondo il sito Università.it, gli uomini preferiscono (le bionde? No) gli smartphone con sistema Android, mentre le donne prediligono gli iPhone. Viene spontaneo chiedersi il motivo di questo amore. Le diverse applicazioni offerte dai sistemi operativi sembrerebbero la spiegazione più logica. Cosa offre dunque l’App Store alle sue sostenitrici? Ecco alcune delle app “per donne” più consigliate da diversi siti “al femminile”.

  • Iperiod: un calendario per appuntarsi mestruazioni e calcolare la fertilità (ma come facevano le nostre nonne senza?!)
  • Ipregnancy: step successivo. Nove mesi in cui il telefono segue passo passo ogni nausea, voglia, centimetro preso e piedi gonfi (a che servono in fondo la ginecologa o le amiche?!)
  • La Spesa Semplice: il buon vecchio foglietto non basta più. Una vera donna si arma di app per appuntarsi ogni prodotto, prima di uscire a procacciarsi il cibo per marito e figli (in effetti, un uomo cosa se ne farebbe di una app per la spesa?)
  • Lose it: magro è bello e quindi ecco la app per dimagrire. Un programma che calcola calorie ingerite e consumate è quel che fa per una donna (agli uomini invece basta uscire a fare una corsetta)
  • Re.minder: serve per ricordarsi tutte le cose da fare. Indispensabile per la donna che, si sa, è sempre sommersa da impegni e appuntamenti (anche in questo caso, gli uomini non saprebbero probabilmente che farsene di un’app così. Giusto?)

Simbolo di progresso, dicevamo. Eppure a guardare le applicazioni sembra che le donne al tempo di internet abbiano mantenuto gli stessi ruoli stereotipati che avevano senza l’aiutante smart.

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E le app per il sesso?

C’è Bumble che funziona come Tinder ma solo le donne hanno la possibilità di accettare o meno le avances degli ammiratori, rispondendo ai messaggi.

Lulu invece permette solo alle donne di pubblicare recensioni sugli uomini, scambiandosi fotografie e pareri privatamente e spartendosi il boccone migliore.

Ci sono poi le applicazioni per incontri lesbo o quella che trasforma il telefono in un vibratore.

Un sessismo al contrario? Forse. Almeno per una volta.

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