L’utero è mio e lo presto a chi voglio io

La cosiddetta pratica dell’utero in affitto, più correttamente maternità o gestazione surrogata, è legale (o tollerata, si vedrà) in 24 paesi del mondo. Prevede la presenza di una donna che si “incarica” della gestazione e del parto per conto di un’altra persona o di una coppia (eterosessuale o omosessuale) a cui poi verrà dato il nascituro. La pratica può essere gratuita, caso in cui l’altruismo dovrebbe essere l’unico stimolo che spinge la “madre portante” a prestare il proprio utero e che può prevedere il solo rimborso delle spese mediche. Oppure può includere qualche forma di pagamento, non solo in modalità di rimborso e diventa dunque un vero e proprio scambio commerciale.

significato-utero-in-affitto

GRECIA – La legge greca prevede la possibilità di “affittare un utero” solo ed esclusivamente in modalità altruistica, e quindi senza alcun scopo di lucro, a eccezione del solo rimborso delle spese mediche. È garantita però solo alle donne che non possono portare avanti una gravidanza e non avranno dunque alcun vincolo con gli embrioni.

REGNO UNITO – Anche qui è “tollerata” solo la forma altruistica. Il bambino dovrà andare a vivere appena nato con i genitori, i quali dovranno far domanda di adozione. È vietata ai single.

PAESI BASSI – Alle coppie è consentito stringere accordi privati con qualcuno di loro conoscenza (parenti o conoscenti) ed è consentita solo la forma altruistica con rimborso spese. Non può essere una pratica commerciale, né si possono pubblicare annunci alla ricerca di volontarie.

REPUBBLICA CECATollerata solo in casi specifici, stabiliti da un medico per ragioni di salute precise. La madre portante sarà però legalmente la madre del bambino, non tutelato in caso di abbandono da nessuna legge specifica. Solamente una coppia eterosessuale può accedere alla surrogata.

GEORGIA – Legale solo per coppie eterosessuali, genitori del nascituro il quale non avrà nessun legame legale con la madre portante.

ROMANIA e ARMENIA – Non esiste una legge specifica che ne regoli gli aspetti, escluso il fatto che solo le donne che non possono restare incinta possono farne uso. Si ritiene quindi una pratica “tollerata” ma non regolamentata (e quindi possibile anche nella versione commerciale).

BELGIO e DANIMARCA– Legale in versione “altruistica” ma scarsamente regolamentata e difficile da ottenere, pochissimi ospedali la praticano.

UCRAINA, RUSSIA e BIELORUSSIA – La surrogata è legale anche nella sua forma commerciale (con pagamento alla madre portante) ed è possibile per coppie etero o donne single.

ISRAELEConsentita ma con numerosi vincoli e quindi di difficile accesso.

STATI UNITI – Le leggi che regolamentano la maternità surrogata sono stabilite a livello statale. In alcuni Stati sono consentite entrambe le forme, in alcune solo di tipo altruistico, in altri è vietata.

CANADA, SUDAFRICA e BRASILE – Legale solo surrogata non commerciale.

AUSTRALIA e NUOVA ZELANDA – Legale la forma altruistica ma i genitori non saranno legalmente riconosciuti come genitori biologici e dovranno quindi formalmente adottare il bambino.

INDIA – La maternità surrogata in forma commerciale è legale dal 2002. Non è consentita a coppie omosessuali. Nel corso del 2016 però il governo ha presentato diverse proposte di legge per metterla al bando e il paese si sta muovendo in quella direzione.

TAILANDIA e NEPAL– Prima era consentita in ogni forma ma dopo diversi scandali scoppiati nei paesi, la forma commerciale è stata vietata nel 2015.

CAMBOGIA – La mancanza di una legislazione precisa rende possibile le diverse forme di surrogata, per coppie etero, gay o single. La regolamentazione più rigida nei paesi vicini (India, Tailandia e Nepal) hanno dirottato numerosi interessati verso questo paese.

MESSICO – La surrogata di tipo commerciale è consentita solo per coppie messicane e non omosessuali.

In Italia, inutile dirlo, è vietato qualsiasi tipo di maternità surrogata.

maternita.jpg

Le questioni economiche, sociali, morali e psicologiche connesse alla questione sono diverse e molto complesse. Il libero arbitrio si mescola ai diritti soggettivi di genitori, individui e bambini. La risposta giusta non esiste ma è necessario continuare a porsi la domanda per decidere se e come regolamentare un fenomeno che non si potrà nascondere per sempre sotto il tappeto.

E se gestita bene, se accettata da una società pronta ad accogliere ogni tipo di amore, nato nei modi più diversi possibili; se frutto di una libera scelta, in condizioni libere e tra persone consenzienti; se non viene violato alcun diritto di altri, ma solo applicato il diritto di scegliere, amare e vivere (un’utopia?), che male potrebbe fare?

famigliearcobaleno

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...