Obiezione di coscienza made in Usa

“Niente pillola per te, io sono credente”. Questa frase potrà essere pronunciata, d’ora in poi, da qualsiasi datore di lavoro che, negli Stati Uniti, deciderà di non coprire più le spese delle proprie impiegate per l’acquisto di pillole contraccettive. È quanto stabilito da un regolamento emanato dal ministero della Salute dell’era Trump.

Negli Stati Uniti, infatti, l’assicurazione sanitaria dei lavoratori dipendenti viene garantita dal datore di lavoro. Con l’Obamacare, tra le prestazioni coperte e assicurate c’era l’accesso gratuito ai metodi contraccettivi per tutte le donne. Ma, non riuscendo a distruggere l’eredità di Obama tutta in una volta, il nuovo presidente ha deciso di farla a pezzi piano piano. Partendo, caso strano, dai diritti delle donne.

Gli imprenditori e le assicurazioni potranno ora invocare “motivi religiosi” o “morali” per impedire alle donne a cui pagano uno stipendio di decidere sul proprio futuro. Un’obiezione di coscienza all’americana, dove se non hai un lavoro e un’assicurazione non ti curano nemmeno un raffreddore. E se di soldi ne hai pochi e devi scegliere tra dare da mangiare ai tuoi figli o comprarti la pillola, è probabile che di figli da sfamare ne avrai presto uno in più.

Non solo. La diminuzione nell’uso dei contraccettivi comporterebbe un possibile aumento del numero di aborti: un altro diritto che la nuova amministrazione sta cercando in ogni modo di erodere (lo scorso 3 ottobre la Camera dei Rappresentati del Congresso americano ha passato una legge che, se approvata, criminalizzerà l’aborto oltre le 20 settimane con pene fino a cinque anni di prigione). Siripanth Nippita, ginecologa americana, parte della Harvard Medical School Academy, ha confermato: “La diminuzione degli aborti negli anni passati è dovuta essenzialmente al maggiore accesso a contraccettivi di lunga durata. Prima (e forse in futuro) se eri povero dovevi scegliere: pagare la bolletta della luce o la pillola? Ma se puoi avere la pillola gratis, cambia tutto”.

Il New York Times riporta che sono almeno 55 milioni le donne che hanno accesso ai metodi contraccettivi gratuitamente, perché coperte da assicurazione sanitaria. Ora, con il nuovo regolamento, potrebbero essere centinaia di migliaia le donne private di questo diritto.

E se anche così non fosse, se il risultato di questa nuova decisione non fosse quello di una sostanziale diminuzione dell’accesso ai contraccettivi, sarebbe comunque un passo da gigante indietro per i diritti delle donne. La pillola gratuita (così come gli assorbenti) sono una conquista, dove esiste, per tutte le donne e per i movimenti femministi che le sostengono. Ottenerla e poi perderla, è un’erosione della posizione raggiunta. Se anche una sola donna domani negli Stati Uniti non dovesse vedere i propri diritti riproduttivi realizzati perché il diritto alla “religione” di una persona con più potere di lei, il suo capo, prevale, sarebbe una sconfitta.

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